AGRICOLTURA SOSTENIBILE

I benefici dei PGRP

I rizobatteri promotori della crescita delle piante

Immagine di un meleto coltivato con agricoltura sostenibile. In primo piano due piante giovani disposte a spalliera, che presentano foglioline e i primi fiori.

IPGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria),sono batteri benefici capaci di favorire lo sviluppo delle colture attraverso relazioni simbiotiche con la pianta.
Questi microrganismi colonizzano la rizosfera, il sottile strato di terreno che circonda le radici: una zona ricca di risorse e di attività microbiologica.
Proprio per queste caratteristiche, la rizosfera è l’ambiente ideale per l’instaurarsi di relazioni simbiotiche tra batteri e pianta: i microrganismi trovano le condizioni per svilupparsi e la coltura viene supportata nei suoi processi di crescita.
Tale interazione favorisce lo sviluppo delle radici, migliora l’assorbimento dei nutrienti presenti nel suolo e aiuta la pianta a crescere in modo più equilibrato, anche in condizioni di stress.

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Microrganismi al servizio della pianta

La composizione dei prodotti Nutrevo Q.E.

La tecnologia Nutrevo nasce da una composizione innovativa, basata su metaboliti microbici con attività biofertilizzante e protettiva e su una matrice organica esclusivamente vegetale.
Questa matrice è studiata per stimolare la radicazione, favorire lo sviluppo microbico e aumentare la resistenza della pianta agli stress biotici ed abiotici.

Alla base di questa tecnologia ci sonodiversi gruppi di batteri benefici, ciascuno con un ruolo specifico:

Immagine rappresentativa di batterio con corpo turchese e ciglia marroni, utilizzato per rappresentare Azotobacter spp dell’autore Amonrat Rungreangfangsai tramite “Vecteezy.com”

AZOTOBACTER SPP

Fissano l'azoto - Producono siderofori
Immagine rappresentativa di batterio con corpo marrone chiaro e flagelli turchesi, utilizzato per rappresentare Pseudomonas spp dell’autore Amonrat Rungreangfangsai tramite “Vecteezy.com”

PSEUDOMONAS SPP

Solubilizzano il fosforo - Producono metaboliti per il biocontrollo
Immagine rappresentativa di batterio con corpo marrone chiaro e ciglia turchesi, utilizzato per rappresentare Azospirillum dell’autore Amonrat Rungreangfangsai tramite “Vecteezy.com”

AZOSPIRILLUM SPP

Fissano azoto endogeno - Microaerofilici
Immagine rappresentativa di batterio con corpo marrone chiaro e ciglia rosse, utilizzato per rappresentare Methylobacterium spp dell’autore Amonrat Rungreangfangsai tramite “Vecteezy.com”

METHYLOBACTERIUM SPP

Colonizzano i tessuti delle piante - Fissano l'azoto atmosferico - Migliorano la fotosintesi.
Immagine rappresentativa di batterio con corpo rosso, utilizzato per rappresentare Bacillus spp dell’autore Amonrat Rungreangfangsai tramite “Vecteezy.com”

BACILLUS SPP

Solubilizzano il fosforo - Agenti di biocontrollo - Sintetizzano metaboliti per combattere i patogeni
Dalla radice alla foglia

Come funziona la tecnologia innovativa Nutrevo

PGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria) - Colonizzano la rizosfera e instaurano relazioni simbiotiche con la pianta. Questa azione favorisce lo sviluppo dell’apparato radicale e rende più efficiente l’assorbimento dei nutrienti.
Batteri azotofissatori - Come Azotobacter e Azospirillum, agiscono a livello fogliare fissando l’azoto atmosferico e rendendolo disponibile.
Batteri fosforo-solubilizzatori - Microrganismi come Pseudomonas spp. e Bacillus spp. rendono disponibile il fosforo naturalmente presente nel terreno, ma spesso non facilmente assimilabile dalla coltura.
Due mani raccolgono la terra attorno a una giovane pianta con sei foglioline in un campo di agricoltura sostenibile.
Batteri che sintetizzano metaboliti per il biocontrollo dei patogeni
Molecole antistress - La glicinbetaina svolge un’azione preventiva e aiuta la pianta a tollerare meglio stress biotici, come patogeni, insetti e funghi, e stress abiotici, come alte temperature, carenze nutrizionali e siccità.

Suoli più fertili

Colture più resistenti

Raccolti più abbondanti

Per saperne di più

+(39) 337 70 74 807

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Lunedì - Venerdì

Una risorsa da liberare

Il problema del Fosforo nei suoli agricoli

Nel terreno ci sono 800 – 1200 kg di FOSFORO per ettaro bloccato sottoforma di fosfato calcico (bicalcico e tricalcico) quindinon disponibile per la necessità delle piante.

I batteri, in particolare Bacillus spp. e Pseudomonas spp.,producono acidi organici che acidificano il suololiberando così Calcio e Fosforo permettendo così alla piante di poterli assimilare.

Immagine di un mezzo agricolo che dissoda la terra producendo un forte effetto cromatico: a sinistra il verde-bruno della terra non ancora lavorata, a destra il rosso-mattone del suolo dedicato all'agricoltura sostenibile. Uno stormo di uccelli bianchi segue il trattore.
Un terreno con disponibilità media: 12 mg di fosforo/kg di terreno
Significa che,su ogni chilo di terreno, solo 12 milligrammi di fosforosono effettivamente disponibili per le colture — una frazione minimarispetto alla quantità totalepresente nel suolo.
Quattro mani circondano un mappamondo, coperto da bassa vegetazione verde auspicio di agricoltura sostenibile, con Africa e parte dell'Eurasia in sfumature nocciola.
I risultati sulle culture

Effetti dell’applicazione dei prodotti sulle piante

Le prove in campo, in particolare sulla colza ma anche sui cereali, hanno mostrato che l’applicazione dei prodotti Nutrevo può favorire uno sviluppo più efficiente dell’apparato radicale.

IPGPR producono fitormoniche influenzano la crescita e lo sviluppo della pianta, stimolando una maggiore formazione di peli radicali e radici laterali.Questo permette alla coltura di esplorare meglio il suolo e di assorbire in modo più efficace acqua e nutrienti.

Alcuni ceppi batterici svolgono inoltre un’azione di biocontrollo nei confronti di funghi e batteri fitopatogeni, attraverso diversi meccanismi:

Innovazione che genera indipendenza

Biofabbriche: tecnologia che resta nei territori

Interno di uno stabilimento produttivo di Nutrevo Q. E. In primo piano un carrello di acciaio con una pompa erogatrice mentre riempie con un liquido utilizzato in agricoltura sostenibile un fusto bianco posto su una bilancia.

Una biofabbrica può arrivare a una capacità produttiva giornaliera di5.000 litri, sufficienti per trattare circa1.000 ettari.

Icona grafica di una biofabbrica composta da due ciminiere di centrali nucleari grigie da cui escono delle foglie verdi.

Il valore della tecnologia Nutrevo sta anche nella possibilità di essere trasferita e prodotta direttamente nei territori in cui viene utilizzata.

Attraverso il modello delle biofabbriche, la start-up punta ad avviare collaborazioni con partner e comunità locali, fornendo il know-how necessario per produrre biofertilizzanti in loco.

Il processo produttivo prevede fasi semplici e controllate:

- stoccaggio della melassa
- carico della melassa nei miscelatori
- miscelazione con il nucleo Nutrevo Q.E.
- confezionamento
- etichettatura
- stoccaggio prodotto finito
- carico ed invio merce 

L’obiettivo è trasferire competenze, creare autonomia produttiva e lasciare nei territori non solo il prodotto, ma anche il know-how necessario per sviluppare un’agricoltura sostenibile, più vicina alle esigenze locali e meno dipendente da input chimici tradizionali.