IPGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria),sono batteri benefici capaci di favorire lo sviluppo delle colture attraverso relazioni simbiotiche con la pianta.
Questi microrganismi colonizzano la rizosfera, il sottile strato di terreno che circonda le radici: una zona ricca di risorse e di attività microbiologica.
Proprio per queste caratteristiche, la rizosfera è l’ambiente ideale per l’instaurarsi di relazioni simbiotiche tra batteri e pianta: i microrganismi trovano le condizioni per svilupparsi e la coltura viene supportata nei suoi processi di crescita.
Tale interazione favorisce lo sviluppo delle radici, migliora l’assorbimento dei nutrienti presenti nel suolo e aiuta la pianta a crescere in modo più equilibrato, anche in condizioni di stress.
La tecnologia Nutrevo nasce da una composizione innovativa, basata su metaboliti microbici con attività biofertilizzante e protettiva e su una matrice organica esclusivamente vegetale.
Questa matrice è studiata per stimolare la radicazione, favorire lo sviluppo microbico e aumentare la resistenza della pianta agli stress biotici ed abiotici.
Alla base di questa tecnologia ci sonodiversi gruppi di batteri benefici, ciascuno con un ruolo specifico:


Le prove in campo, in particolare sulla colza ma anche sui cereali, hanno mostrato che l’applicazione dei prodotti Nutrevo può favorire uno sviluppo più efficiente dell’apparato radicale.
IPGPR producono fitormoniche influenzano la crescita e lo sviluppo della pianta, stimolando una maggiore formazione di peli radicali e radici laterali.Questo permette alla coltura di esplorare meglio il suolo e di assorbire in modo più efficace acqua e nutrienti.
Alcuni ceppi batterici svolgono inoltre un’azione di biocontrollo nei confronti di funghi e batteri fitopatogeni, attraverso diversi meccanismi:
Una biofabbrica può arrivare a una capacità produttiva giornaliera di5.000 litri, sufficienti per trattare circa1.000 ettari.
Il valore della tecnologia Nutrevo sta anche nella possibilità di essere trasferita e prodotta direttamente nei territori in cui viene utilizzata.
Attraverso il modello delle biofabbriche, la start-up punta ad avviare collaborazioni con partner e comunità locali, fornendo il know-how necessario per produrre biofertilizzanti in loco.
Il processo produttivo prevede fasi semplici e controllate:
- stoccaggio della melassa
- carico della melassa nei miscelatori
- miscelazione con il nucleo Nutrevo Q.E.
- confezionamento
- etichettatura
- stoccaggio prodotto finito
- carico ed invio merce








